La cura del dettaglio è un archetipo. Un momento dialettico intorno ad un elemento ricorsivo e ridondante. L'accadere degli opposti lungo chilometri di storie e di calanchi, fra la monotonia multicromatica dei paesaggi e i lutti. Tempesta di bellezza oltre l’abbondanza dell’abbandono.
Una luce antica si distende, fino alla collina opposta:- identica, se non fosse per qualche tonalità di verde e di rosso e per la disponibilità della luce, che bagna di evidenze l’invisibile accessorio umano. Disincanto e allucinazione:- il dettaglio come antidoto per l’ingombrante. Né per leggerezza, né per soggezione:- per dire distacco, sospensione, altrove.
Avvolgere l’invisibile con la fascinazione:- falsificazione attraverso il particolare. Come per gioco di specchi e di copie, appesi alla luce di un sole che allarga e allaga:- il legame del detersivo e quello della lana, della zolla e dell’arsura, del visibilio e del soave. Oltre l’oltre, crosta di luce profumata che si scheggia sui panni stesi ad asciugare.